Cercare lavoro può avere qualche inconveniente: si rischia di trovarlo. È quello che succede al protagonista di Comuni mortali: vuole farsi assumere in un’agenzia di pompe funebri, e nella sua prima giornata di apprendistato viene travolto dalla personalità esuberante della direttrice, impara a sventare suicidi, guida a tutta velocità carri funebri nel traffico, fronteggia ragazze necrofile. Per chi non ha un impiego, invece, rimane pur sempre la nobile arte dell’accattonaggio. Ma niente si improvvisa: anche per chiedere l’elemosina occorrono preparazione ed esperienza. Così, negli Straccioni si incontrano per la strada mendicanti professionisti, in giacca, cravatta e camicia stirata. Ma nemmeno a casa propria si può stare al sicuro: Il professor Manganelli e l’Ingegner Gadda bisticciano in un appartamento di Roma fino a sfidarsi a duello. Tre testi teatrali scatenati, dalle continue invenzioni, tre fuochi di fila di battute che non investono soltanto le parole e i dialoghi ma anche la fisicità dei personaggi, mettendo a soqquadro la scena. Tre storie che incantano.