Le immagini e la voce degli scrittori greci moderni, dal 1880 a oggi. Alle spalle, hanno lo splendore di una tradizione millenaria, ma greve e fissa in una lingua fuori del tempo; di fronte, una nazione frammentata, da Corfù a Cipro, una realtà opaca che incalza e chiede scelte coraggiose.
Maurizio De Rosa offre un sommario ricco e articolato delle generazioni di scrittori neoellenici, da quando la “Nuova Scuola di Atene” abbandonò la lingua di Euripide per il dimotikì. Si ripercorre l’ardua ricostruzione di una identità moderna, unita all’ambizioso tentativo di ricomporre le due anime storiche della Grecia, l’europea e l’orientale. Un seme vivace di contraddizioni, che ha permesso a una letteratura giovane di attraversare i periodi bui di una monarchia ottusa, dell’invasione straniera, della guerra civile post-bellica e della dittatura militare, presentandosi oggi con le carte in regola al lettore inquieto della nuova Europa.